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Ogni tempo ha il suo fascismo: se ne notano i segni premonitori dovunque la concentrazione di potere nega al cittadino la possibilità e la capacità di esprimere ed attuare la sua volontà. A questo si arriva in molti modi, non necessariamente col timore dell'intimidazione poliziesca, ma anche negando o distorcendo l'informazione, inquinando la giustizia, paralizzando la scuola, diffondendo in molti modi sottili la nostalgia per un mondo in cui regnava sovrano l'ordine, ed in cui la sicurezza dei pochi privilegiati riposava sul lavoro forzato e sul silenzio forzato dei molti.

Primo Levi

 
Festa USI 2010 PDF
Scritto da Administrator   

PROGRAMMA
4° Festa USI-AIT  3-4-5 Settembre 2010  
loc.  La Pinetina  Riotorto - Piombino

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POMIGLIANO E DINTORNI
Si è, provvisoriamente, chiusa la vertenza alla Fiat di Pomigliano. L’ipotesi d’accordo, partorita da Marchionne, ha visto favorevoli Fim-Cisl e Uilm, contraria la Fiom, anche se Epifani premeva per l’accettazione. Il risultato del referendum tra i lavoratori ha visto un contenuto prevalere dei sì, contro un significativo e importante 36% di no di lavoratori che non hanno ceduto al ricatto.
Conosciamo ormai tutti i contenuti di questo accordo infame: Orari, turni, pause, ritmi, diritto di sciopero sono pesantemente attaccati, in totale deroga al contratto nazionale. C’è però da rimarcare la continuità dell’attacco padronale con i più recenti provvedimenti legislativi e/o accordi fra “parti sociali” e che costituisce la chiave di lettura di questa vicenda. Si parte dall’accordo sul nuovo modello contrattuale del gennaio 2009 che smantellava in gran parte la contrattazione nazionale, prevedendo in sede locale e aziendale deroghe peggiorative al contratto nazionale di categoria, si passa per i provvedimenti antisciopero voluti da Sacconi (per adesso ristretti a settori del pubblico impiego, domani chissà…) e per il recente Collegato lavoro alla finanziaria 2009 che indebolisce ancora le facoltà contrattuali dei lavoratori e si arriva all’oggi, col terreno spianato dal governo, all’attacco finale, allo svuotamento totale dell’istituto della contrattazione nazionale di categoria. Perché quello che fa la Fiat diventa modello ed esempio da seguire per tutti. Quale sarà l’azienda che non profitterà per imporre accordi vessatori e in deroga ai contratti? Che senso avrà parlare ancora di contratti?
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…l’Alternativa al capitalismo: Conferenza Internazionale a Leòn – Spagna - dell’A.I.T.

…Da anni ormai, rianalizzando l’ultima sconfitta disastrosa subita e vissuta direttamente nell'anni 70, mi son ritrovato a pensare che l’unico modo per battere il Capitalismo sia batterlo lì dove lui fonda le sue radici, dove trova la sua linfa vitale, dove si costituisce ovvero l’economia; costruire un’ economia diversa, che garantisca l’espressione di una socialità diversa, che trasformi il quotidiano giorno dopo giorno elevando sempre più la qualità della vita, che dimostri in maniera inequivocabile che si può, che l’utopia è un’invenzione del Potere, che l’Emancipazione è realmente nelle nostre mani, che la Rivoluzione è una cosa banale come andare a lavorare e che quindi tutti la possono fare giorno dopo giorno strappandola, finalmente, dalle mani degl’Eroi!.. e, che dà anche, più capacità, forza e resistenza nello scontro diretto e quotidiano col “padrone”…Questo è quello che scrivevo in un mio vecchio articolo agli inizi degli anni 90 – Parlar di Rivoluzione... mangiando dal supermarket ? – ora e finalmente c’è un sentire comune in più parti del mondo,

in Spagna la C.N.T., per il suo Centenario, ha dedicato ampio spazio a questo dibattito e ne scaturisce anche una Conferenza Internazionale dell’A.I.T. a Leòn, in località La Vecilla per il 13-14-15 di agosto e l’Unione Sindacale Italiana sarà presente con la sua delegazione.

Quello che segue è il documento che l’U.S.I. ha preparato per la Conferenza di Leòn che segna una tappa importante della nuova fase che si è finalmente aperta nell’ultimo Congresso che è stato straordinario.

Gino Ancona

(delegato alla Conferenza di Leòn)

Segreteria Sindacato Arti e Mestieri U.S.I.-A.I.T.

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IL LATO OSCURO DELLA COOPERAZIONE
L'origine delle contraddizioni, e dello sfruttamento che da esse si genera, presenti nel mondo della cooperazione odierna va ricercata nella struttura giuridica, politica ed economica che 150 anni fa (e le successive modificazioni) il mutualismo si diede: senza una previa contestualizzazione storica il rischio sarebbe quello di affrontare un dibattito oltre che monco anche ideologicamente fuorviato. La cooperazione e il mutualismo nacquero, infatti, a metà del secolo scorso come una delle risposte di solidarietà del movimento operaio e proletario al nuovo processo di industrializzazione. La cooperazione ed il mutualismo scaturirono da due importanti correnti del pensiero socialista: quello cosiddetto utopistico e quello riformistico. In un secondo tempo, ormai alla fine dell'800, anche la corrente del cattolicesimo popolare intuì le potenzialità integrative ed emancipative, cristianamente intese, del movimento cooperativistico. La prima cooperativa riconosciuta come tale nacque a Rochdale, vicino a Liverpool, nel 1844, fondata dalla società dei "Probi Pionieri". Se leggiamo lo statuto della società cooperativa dei Probi Pionieri ci rendiamo immediatamente conto che la finalità esplicita e diretta era quella di costituire una società di consumo, ma che l'ipotesi sottostante era quella di costruire un modello relazionale di tipo egualitario. Il consumo associato avrebbe permesso di acquistare beni a prezzi inferiori e con il restante denaro ricavato si sarebbero costruite una scuola pubblica e gratuita, un ospedale, migliorate le condizioni di lavoro nei campi e così via. Se da un lato il modello capitalistico nascente offriva miseria e sfruttamento, la cooperazione diveniva una risposta organizzata esterna al capitale con tre finalità di fondo:
1.    Contrattualistica: vendere la forza lavoro associata più cara, comprare i beni di prima necessità e dividere i mezzi di produzione e con il ricavato migliorare le condizioni lavorative e di vita degli associati.

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