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Comunicato USI Sanità sulla vertenza S. Raffaele

La vertenza del San Raffaele in questi mesi ha rappresentato senza dubbio uno dei momenti più significativi del conflitto sociale in ambito sanitario a livello nazionale, anche e soprattutto considerando tutto il contesto stesso in un cui si è collocato.  La vertenza ha infatti rappresentato  un progetto pilota  nella strategia padronale che nel corso degli anni  ha favorito lo smantellamento del servizio sanitario pubblico a favore di un privato ormai sempre più funzionale al profitto. La vicenda del San Raffaele di Milano ha dimostrato infatti ampiamente l’intento di consegnare un servizio di qualità nelle mani di poche grandi caste imprenditoriali. Un processo degenerato nel corso del tempo e che oggi si palesa in tutta la sua mostruosità: la conversione della salute in merce.  Dopo mesi di lotte fatte da presidi, blocchi e scioperi con lo spettro di una repressione sempre più evidente da parte dell’amministrazione sempre in agguato, dopo una trattativa in Regione durata 17 ore ,  il 10 maggio è  stata siglata la nuova ipotesi di accordo per il San Raffaele.  Accordo che è stato poi ratificato oggi 17 maggio dalla RSU e da tutte le organizzazioni sindacali ( USB, USI, LAS, CGIL, CISL e UIL ), a seguito di sei assemblee con i lavoratori che si sono svolte in questi giorni per discutere l’ipotesi di accordo. Dalle assemblee dove hanno partecipato oltre 1500 lavoratori vi è stato un pressoché totale plebiscito. Solo otto i contrari e un astenuto. Non vogliamo entrare nel merito dei dettagli dell’accordo, ed è proprio in funzione di ciò che abbiamo atteso il giudizio dei lavoratori attraverso le loro assemblee. Quello che ci preme sottolineare sono solo alcune considerazioni e alcune cose essenziali.

-Il fatto che allo stato attuale, rispetto al precedente accordo firmato a Roma e bocciato dai lavoratori, sono cambiati alcuni punti di grande rilievo. A seguito di questo accordo  sono  salvi tutti i posti di lavoro e azzerati i licenziamenti, respinta la deroga alle voci salariali del Contratto Nazionale  e respinto il passaggio al contratto della Sanità privata. Ritirati inoltre tutti i pesanti provvedimenti disciplinari, emanati dall’amministrazione nei confronti dei lavoratori che nel corso delle lotte avevano superato le ore di assemblea previste.  

-Come segreteria nazionale, pur  valorizzando gli obbiettivi raggiunti con la lotta, non intendiamo  esaltare  l’accordo, così come stanno facendo alcune sigle sindacali e politiche. Un accordo che in ogni caso ha dei limiti da un punto di vista sindacale e nello specifico in merito allo scambio tra salario e occupazione.  Teniamo a precisare tuttavia che il presente comunicato  viene emesso  dopo aver preso coscienza delle alcune diverse posizioni internamente a USIS e dopo aver cercato di racchiuderle tenendo conto di tutto il contesto.

-Ribadiamo ancora una volta che l’unico giudizio che è legittimo è quello scaturito dai lavoratori del San Raffaele attraverso le loro conclusioni.  Quella del San Raffaele  è stata una lunga e difficile vertenza in risposta ad un pesante attacco da parte dell’amministrazione che ha salvato non solo posti di lavoro, ma anche l’erogazione di servizi ai pazienti. Una vertenza molto forte in quanto ha prodotto uno scontro con i lavoratori e con la RSU  particolarmente duro, dove i delegati hanno dovuto far fronte, oltre agli attacchi repressivi della direzione aziendale anche agli attacchi dei  sindacati confederali, che in varie occasioni non hanno perso l’occasione per cercare di screditare tutta la RSU stessa e arrivando persino ad additarla come responsabile dei licenziamenti.  
La grande e generosa resistenza dei lavoratori del San Raffaele,  dei nostri compagni di USI del san Raffaele, della RSU, e l'azione diretta e solidale del Coordinamento dei Lavoratori Ospedalieri Milanesi, queste sì sono le cose che vanno esaltate!

-La lotta con i sacrifici ad essa connessi paga sempre e quella del San Raffaele ne è la dimostrazione più evidente. Solo la perseveranza e la lotta dei lavoratori porta a ottenere dei risultati concreti.

Vogliamo anche evidenziare la divaricazione tra quei sindacati che erano pronti a dare i lavoratori per sconfitti ed altri che invece hanno deciso di rappresentare i lavoratori in maniera organizzata attraverso la lotta sino alla fine. Essi sono gli unici che possono uscire  a testa alta da questa durissima vertenza. Sono tutti quei  sindacati che da sempre si sono opposti a questo massacro, ma soprattutto i lavoratori che non si sono mai arresi neppure dopo la forte repressione messa in atto dall’azienda e dopo i primi licenziamenti.  Nel  prendere atto dell’attuale primo successo ottenuto dai lavoratori come segreteria nazionale vogliamo ringraziarli per non avere mai abbassato la guardia e la mobilitazione in questi lunghi mesi difficili.

Firenze 17 maggio 2013


Per la segreteria nazionale USI – AIT sanità
Lusi Corrado

 
Comunicato USI S. Raffaele in merito all'accordo

Dopo molti mesi di conflitto, varie mobilitazioni e a licenziamenti in corso, nella prima mattina di venerdì 10 maggio 2013, al termine di un incontro cominciato il giorno prima, presso la sede regionale ARIFL è stata sottoscritta un'ipotesi d'intesa tra l'Ospedale, la RSU (ha sottoscritto l'accordo la quasi totalità dei delegati) e le OO.SS. (tutti i presenti hanno firmato).

 

L'ipotesi di accordo sancisce il reintegro dei 64 lavoratori già licenziati, il ritiro di tutta la procedura e dei conseguenti licenziamenti, inoltre l'azienda s'impegna a non avviare altre procedure analoghe almeno fino al 31 dicembre 2014.

 

L'ipotesi d'accordo prevede decurtazioni salariali ma si è riusciti a spostare parte di queste decurtazioni verso le erogazioni unilaterali e/o individuali, spesso frutto di riconoscimenti clientelari; così da rendere tali decurtazioni più eque e progressive; non potranno in nessun modo essere decurtati indennità contrattuali. Non viene previsto il passaggio al CCNL AIOP (Sanità privata).

 

L'ipotesi sottoscritta sconfigge la volontà di annichilire i lavoratori e la loro rappresentanza sindacale. In modo responsabile la quasi totalità dei delegati RSU e USI hanno messo a frutto le mobilitazioni di questi lunghi mesi in un'ipotesi di accordo che sarà sottoposta al giudizio dei lavoratori.

 

USI-Sanità è stata parte attiva nella mobilitazione e lotta di tutti questi mesi e pertanto, giudica favorevolmente un accordo (pur nella sua onerosità per i lavoratori) che blocca il tentativo padronale di incidere sulla contrattazione collettiva e determinare una deregolamentazione salariale, l'azzeramento dei diritti e delle conquiste dei lavoratori.


USIS Ospedale S. Raffaele

 
San Raffaele: se lotti puoi ottenere qualcosa

In seguito all'ultimo incontro presso la Regione, durato 17 ore e terminato la mattina del 10 Maggio, si è conclusa la fase di contrattazione seguita alla vertenza sindacale che USI Sanità, assieme ad altri sindacati di base, aveva intentato contro la direzione dell'Ospedale San Raffaele di Milano che intendeva licenziare 244 lavoratori a seguito della crisi innescata dalla mala gestione dell'istituto da parte dei vertici aziendali.


Grazie a mesi di lotte e sacrifici, anche pesanti, da parte dei lavoratori, è stato sottoscritto un accordo che scongiura i licenziamenti all’osr e reintegra i 64 lavoratori già licenziati.

L’accordo è stato sottoscritto da tutte le sigle e dovrà ora passare al vaglio dei laavoratori medesimi.


Rispetto al precedente accordo firmato a Roma e bocciato dai lavoratori, sono cambiati i seguenti termini:

- Nessun passaggio al contratto di sanità privata AIOP

- Nessuna deroga alle voci del CCLN

- Tagli di salario non solo su voci di contrattazione aziendale, ma anche a voci non contrattuali individuali legate a superminimi e similari, spesso dovute a contrattazioni individuali o elargizioni padronali a capi e capetti.


Se non è possibile parlare di vittoria con nuove conquiste è però importante sottolineare alcuni dati: si è difeso il più possibile le voci di contrattazione sindacale, cercando di incidere anche su fasce di privilegio salariale. Questa vertenza è stata una risposta decisa ad un pesante attacco padronale e ha salvato non solo posti di lavoro, ma, sia pure sulla difensiva, ha portato a concorrere non solo i soliti noti ma anche chi non paga mai. Ogni ipotesi di accordo è frutto di una mediazione, pertanto ci sono voci (come ad esempio l'aumento del buono mensa) che avremmo preferito non sottoscrivere, ma si è trattato di un cedimento necessario per contrastare i licenziamenti.

Se non altro il padrone non ha visto prevalere la sua tracotanza ed i suoi deliri di onnipotenza e non ha realizzato la marcia trionfale che si era proposto.

Il futuro, come si suol dire, non è scritto e vedremo cosa accadrà ma, intanto, un certo tipo di (il)logica aziendale ha subito una battuta d'arresto. Sperando sempre che ogni piccolo evento porti, finalmente, al decesso di una concezione della salute come prodotto aziendale e da fabbrica, si ringraziano tutti i lavoratori che hanno lottat e le persone che, con la loro presenza e solidarietà, hanno contribuito al conseguimento di questo risultato, che dimostra ancora una volta che se si vuole strappare qualcosa occorre lottare e non trafficare dietro le scrivanie .

 
Successo dello sciopero regionale della Sanità

Come preannunciato si è svolto lo sciopero regionale lombardo nella giornata dell’8 maggio promosso da tutte le sigle del sindacalismo di base presente nel settore. L’obbiettivo dello sciopero è la solidarietà alla lotta del San Raffaele, contro i licenziamenti, e a sostegno di tutte le varie vertenze nel settore, sotto pesante attacco, rivendicando un contratto unico, sia per il settore pubblico che privato.

Il concentramento per la manifestazione è stato piazzale Loreto, da dove è partito un corteo molto combattivo. Erano presenti striscioni delle varie strutture ospedaliere, tra i quali spiccava quello del San Raffaele e del “Comitato Lavoratori della Sanità” che ha svolto un importante ruolo nella preparazione di questo sciopero unitario. I colori delle bandiere indicavano le zone di particolare concentramento delle varie aree del sindacati di base e alternativi: USI – AIT, USB, Conf. Cobas, CUB, SI Cobas, Slai Cobas. Il corteo ha attraversato le vie centrali gridando slogan contro il governo centrale, il governo regionale, contro i partiti ed i padroni che speculano sulla sanità, per la difesa della Salute Pubblica, con spicheraggi che sottolineavano e articolavano questi concetti. Importante anche la presenza e partecipazioni di lavoratori/trici e compagni/e venuti da fuori, dalla Toscana, in particolare Firenze, dal Veneto. Quando si è arrivati nei pressi del Palazzo della Regione il corteo è stato bloccato, ma con strategie varie si è riusciti a raggiungere l’entrata del piazzale Lombardia, di accesso alla Regione, dove c’è stato un altro blocco del passaggio da parte dei carabinieri e delle forze di polizia, per non fare entrare il corteo. Ma la pressione dei manifestanti è stata tale e così determinata che si è riusciti ad entrare nel piazzale coperto. In questo passaggio un compagno storico dell’USI del San Carlo è stato atterrato dai poliziotti. A questo punto le forze di polizia si sono concentrate nella porta d’ingresso del Palazzo, dove i manifestanti hanno continuato a premere, senza riuscire ad entrare, gridando la propria rabbia. Dopo quasi un’ora di permanenza di tale pressione il corteo ha ripreso il percorso non autorizzato, sempre assediato dalle forze di polizia e dei carabinieri, fino a raggiungere il Palazzo dell’assessorato alla sanità regionale, con le porte sbarrate, dove si è bloccata la strada per tutta la permanenza e dove si sono appoggiati all’entrata gran parte degli striscioni. Qui sono iniziati al microfono i diversi interventi: il primo dei quali della rappresentanza del San Raffaele, seguito da altre situazioni sia nel campo sanitario che di altre categorie che hanno portato la loro solidarietà attiva, degli studenti della Statale che il giorno prima avevano subito l’attacco poliziesco all’interno dell’università, di occupanti di spazi sociali, di immigrati in lotta, del responsabile dei Cobas della sanità e un intervento del Segretario di USI-AIT in cui riportava la solidarietà dell’USI – AIT, sottolineando i motivi principali rivendicativi della giornata di sciopero, indicando nel processo di unificazione dei lavoratori e lavoratrici alla base e dell’unità del sindacati alternativi la carta vincente, invitando a proseguire su tale terreno e allargandosi a tutti i settori lavorativi.

Si dava anche appuntamento a partecipare all’iniziativa promossa in serata al Conchetta.

 

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Indizione dello sciopero regionale della Sanità in Lombardia

 

x lo sciopero dell8 maggio

 
La crisi? Scaricata sui lavoratori! Incontro pubblico a Milano

Incontro Pubblico con i lavoratori della Fiat di Modena (New Holland) al quale parteciperanno altre situazioni vittime del duro attacco padronale.


SABATO 4 MAGGIO h 15

al Presidio del SAN RAFFAELE via Olgettina 60 (Milano)

Lavoratrici e lavoratori del San Raffaele in lotta


Parteciperanno lavoratori della Marcegaglia, dell’Italtel, della Innse, delle cooperative della logistica

 

incontro pubblico

 
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