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N° 131

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Volumi Centenario USI

IL LIBRO LE FIGURE STORICHE DELL'UNIONE SINDACALE ITALIANA

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ALMANACCO DI "GUERRA DI CLASSE" 1912-2012

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7 Aprile a Modena

Ovvero: la memoria non si cancella!

 

Iniziammo nel 2005 a ricordare e a ricostruire gli accadimenti che portarono all'Eccidio di Piazza Grande del 1920.

Quest'anno sarà l'undicesima volta che continuativamente teniamo vivo il legame con quegli anni in cui l'USI a Modena aveva migliaia di attivisti.

Per noi il 7 aprile 1920, ed il furto delle mitragliatrici che ne seguì, rappresentarono l'inizio dell'antifascismo antiautoritario in questa provincia, che continuò con gli Arditi del Popolo.

Anche le condizioni del lavoro in quegli anni erano segnate dalla precarietà e dalla povertà, fenomeno a cui stiamo assistendo anche oggi.

I compagni e le compagne di allora trovarono nella solidarietà e nel mutuo appoggio una forte risposta a quelle condizioni e solo il regime fascista finanziato dagli industriali e dagli agrari riuscì a piegarli.

Quella del 7 aprile 1920 è la nostra storia e non lasceremo ad altri il compito di ricordarla snaturandola dal valore rivoluzionario e sociale che esprimeva. Anche quest'anno quindi invitiamo tutti i lavoratori e le lavoratrici, i disoccupati, i precari, i ribelli, gli ultimi ad aggregarsi e a partecipare all'iniziativa che terremo in Piazza Grande martedì 7 aprile 2015.


Iniziative in programma alla Libera Officina di Modena

- Martedì 31 marzo, ore 18-20, Mercatino RossoNero.

- Sabato 4 Aprile -
Ore 16 Piazza Matteotti, teatro con Ultimo Teatro di Pistoia, interventi contro il Jobs Act e in ricordo dell'Eccidio del 7 Aprile 1920, con Lorenzo Micheli (USI Lucca) e Lorenzo Coniglione (USI Reggio E.).

- Domenica 5 Aprile -
Ore 24 alla Libera Officina Matteo Borghi.

- Martedì 7 Aprile -
Ore 18 Piazza Grande Ricordo dell'Eccidio del 1920.

- Mercoledì 8 Aprile -
Mercatino RossoNero.

 

 

 


http://www.libera-unidea.org/home.htm

 
Bilanci comunali in sofferenza: un po’ di storia.

Quando si parla di bilanci in sofferenza, ci si dimentica la storia. Senza la storia, si fa solo un’analisi tecnica e sfuggono le ragioni del fallimento politico ed economico di un ente. Negli anni 90, nel nord della Toscana, in una città mineraria che lo storico Lorenzo Gestri paragonava ai villaggi del Far West, la giunta comunale era guidata da un repubblicano e aveva come vice-sindaco un socialista, in armonia universale come due fratelli. Il settore marmo era guidato da un dirigente “comunista”. In tale contesto la giunta approva una delibera per metter ordine nell’escavazione del marmo: definisce tipi di materiale estratti ( dai detriti fino al marmo pregiato) e importi della tassa marmi.

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L'opposizione al disegno di legge Renzi/Giannini non è una partita a scacchi!

La buona scuola così come è stata pianificata e presentata dal Governo ha gettato nello sconforto migliaia e migliaia di lavoratori; lascia interdetti migliaia di studenti. Cosa fare? La confusione è grande sotto al cielo, trovare una strategia di lotta davvero incisiva può apparire difficile, noi però siamo convinti di una cosa: a scegliere cosa fare non devono essere oscuri dirigenti di sindacato, nel chiuso delle stanze romane.

A scegliere devono essere i lavoratori!

La lotta la fa chi vive il problema in prima persona non chi gioca a scacchi sulla pelle degli studenti, dei lavoratori e delle lavoratrici della scuola! Abbiamo appreso, da organi di informazione, che il 24 aprile p.v. USB ha – unilateralmente - indetto uno sciopero per protestare contro il disegno di legge: peccato che questo sindacato abbia provveduto ad informarci circa le sue intenzioni con notevole ritardo e a giochi fatti: se coinvolti tempestivamente avremmo certamente saputo e voluto esprimere il nostro pensiero formulando proposte e suggerimenti.

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Quando la lotta di classe diventa terreno di scontro regolamentato...

 di Paolo Masala da A rivista anarchica


Care compagne e cari compagni, la prima volta che iniziammo a parlare della possibilità di dare vita, all'interno dell'Unione, a un settore specifico riguardante il mondo educativo, era l'aprile del 2011. Oggi, dopo oltre tre anni, quel semplice pensiero che era un desiderio, un auspicio, prende finalmente forma e concretezza.

Abbiamo dato vita, in quest'ultimo anno, a un fecondo dibattito sviluppatosi in tre incontri a carattere nazionale e anche attraverso lo strumento telematico della mailing-list nazionale e di settore. Il mio intervento non tratterà tematiche riguardanti il mondo della scuola, a cui lascio il compito a chi di noi vi lavora, ma più specificatamente quello che è solito definirsi educativo extrascolastico, sociale, ecc. Quella galassia d'interventi e professionalità riconducibili al cosiddetto “Terzo Settore”.

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RIAPPROPRIAMOCI DEL PRIMO MAGGIO

L’USI-AIT provinciale milanese promuove nella giornata del 1° Maggio 2015 una piazza tematica con il titolo “Riappropriamoci del Primo Maggio”.



Si invitano tutti gli interessati ad inviarci “composizioni artistiche” o “artigianali”, interessanti i vari settori, originali o a segnalare opere simili già in circolazione, sulla tematica delle origini del Primo Maggio, sul suo percorso storico e suoi contenuti espressi e validi anche ai giorni d’oggi (uno per tutti quello della riduzione generalizzata dell’orario di lavoro).





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Macelleria sanitaria al Careggi

CONTINUANO LO SMANTELLAMENTO DEL SISTEMA SANITARIO PUBBLICO: il Governo ha tagliato più di 250 milioni di euro alla Toscana, la Regione si avventura in una riorganizzazione del sistema contando di "risparmiare" più di 100 milioni sui lavoratori, l'Azienda Careggi continua nelle sue destrutturazioni che smantellano e riducono attività, aumentano i carichi di lavoro, tolgono diritti e sicurezza ai dipendenti e riducono l'assi- stenza agli utenti.

La sanità per tutti i Governi è stato solo un luogo dove attingere quattrini da destinare altrove e la salute, sotto la spinta di lobbies, un appetibile oggetto da consegnare alla speculazione privata.

In Toscana, come altrove, sono i soggetti privati che si spartiscono lucrose attività ed è la "libera professione" l'unica attività in espansione all'interno delle strutture pubbliche.

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