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N° 132

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USI antimilitarista

Lavoratori "appaltati"

 

 

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IL LIBRO LE FIGURE STORICHE DELL'UNIONE SINDACALE ITALIANA

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ALMANACCO DI "GUERRA DI CLASSE" 1912-2012

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27 OTTOBRE a Parma

SCIOPERO GENERALE

Venerdì 27 ottobre dalle ore 9:45 alle ore 12:45

Piazzale Tommaso Barbieri PARMA

 
Una scelta coerente, una scelta di classe

E’ ormai palese da molto tempo che le forze padronali in stretta alleanza con i vari governi e la sostanziale condivisione dei sindacati confederali (Cgil, Cisl, Uil), foglia dopo foglia, ci stanno rapidamente spogliando di tutte le principali conquiste ottenute dalle lotte del movimento dei lavoratori e lavoratrici, fino alla sterilizzazione di ogni forma di protesta. Ai padroni piace vincere facile!

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27 OTTOBRE

Sciopero generale del sindacalismo di base. La lotta torna in piazza.

 

Dal telegranna di indizione dello sciopero del prossimo 27 ottobre:

Oggetto: proclamazione sciopero generale di tutti i settori pubblici e privati.

La Confederazione Unitaria di Base, CUB - il Sindacato Generale di Base, SGB - il Sindacato Intercategoriale COBAS, SI COBAS l’Unione Sindacale Italiana, USI-AIT, il Sindacato Lavoratori Autorganizzati Intercategoriale, SLAI Cobas

Proclamano lo sciopero generale di tutti i settori pubblici e privati per l’intera giornata del 27 ottobre 2017 compreso il primo turno montante per i turnisti.

Per i ferrovieri lo sciopero è dichiarato dalle 21 del 26 ottobre alle 21 del 27 ottobre 2017.

MOTIVAZIONI DELLO SCIOPERO:

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Trenta più trenta uguale 60!

30 ore settimanali, 30 anni di contributi: 60 anni come limite dell'età pensionabile.

E’ questa la, storica, rivendicazione che USI-AIT promuove da diversi anni e che ripropone, con forza, anche in occasione dello sciopero generale del 27 ottobre prossimo.


Agli scettici, a coloro nei quali tale obiettivo suscita ilarità o scherno ricordiamo che, analogo atteggiamento, fu utilizzato (dai padroni e dagli Stati) in occasione delle “tre otto” (otto ore di lavoro, otto di svago e otto di riposo) lanciato alla metà dell’ottocento da milioni di lavoratori in tutto il mondo e culminato (nel 1886) nell’eccidio di Hymarket Square a Chicago e alla, conseguente, condanna a morte di 8 lavoratori anarchici.

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Assemblea 23 settembre

RELAZIONE INTRODUTTIVA

Le motivazioni dello sciopero generale dei 27 ottobre sono state ulteriormente chiarite e rafforzate da quanto avvenuto dopo la sua dichiarazione.

Il contesto che si è delineato evidenzia con più chiarezza un preciso progetto autoritario di normalizzazione dei rapporti sociali nel paese che va respinto con determinazione

Le linee operative del progetto governativo riguardano:

La limitazione del diritto di sciopero

Dopo il riuscitissimo sciopero del 16 promosso da alcune organizzazioni sindacali di base è ripartito l’attacco al diritto di sciopero.

La crisi economica, viene affrontata dalla borghesia accentuando l’attacco alle condizioni di vita dei lavoratori (lavoro flessibile, disoccupazione, precarietà, ecc.) contemporaneamente con un’escalation dell’azione repressiva e reazionaria. Laddove lo Stato ha poco da offrire in termini di “stato sociale“, la dura legge del capitalismo, fatta di licenziamenti, salari da fame e sfruttamento, può essere accettata e introiettata soprattutto attraverso il manganello, la criminalizzazione del dissenso e l’attacco al diritto di sciopero.

 

Si punta perciò a stringere le maglie dell’esercizio dello sciopero per ridurre la possibilità che col conflitto i lavoratori e i ceti popolari possano costruire dei rapporti di forza per modificare in meglio la propria condizione lavorativa ed economica.

Il diritto allo sciopero è stato da tempo limitato e impedito con norme (legge 146/90 poi racchiusa nel testo unico n. 83/2000) e sentenze; ora verrebbe definitivamente sottratto ai singoli lavoratori e attribuito ad alcune organizzazioni sindacali integrate allo Stato a cui affidare il monopolio sindacale.
Cercheranno di impedire, tramite legge, l’esercizio del diritto di sciopero ad organizzazioni sindacali che sono in opposizione alle politiche padronali e dei Governo.

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