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N° 132

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PRIMO MAGGIO A MILANO

 

Si è svolta nel pomeriggio del Primo Maggio la manifestazione preannunciata che ha raccolto molte adesioni sulla piattaforma lanciata dalla Federazione Anarchica milanese per un Primo Maggio antimperialista e antimilitarista, antirazzista, antisessista, contro la repressione, per un Primo Maggio internazionalista con in centro la lotta di classe. Avevano aderito diversi sindacati di base conflittuali come il SI Cobas, USI-AIT, SGB, alcune federazioni della Cub, la Comunità Curda milanese, varie aree dei centri sociali aut organizzati e comitati di base e di quartiere.

Malgrado l’inclemenza del tempo che ha piovuto per tutto il percorso la sfida è stata vinta e sono partite da Piazzale Loreto migliaia di manifestanti. Importante è stata la presenza dei lavoratori della logistica, in gran parte immigrati, arrivati con moltissimi pulman da varie parti d’Italia. Oltre l’area della logistica era fortemente rappresentata l’area della sanità e dei trasporti.


Molto significativo lo spezzone rosso/nero degli anarchici, libertari e dell’USI-AIT con il proprio striscione e le loro bandiere. Un camioncino dei compagni torinesi apriva lo spezzone.

Per tutta la durata del corteo, oltre a musiche anarchiche e di lotta sono stati evidenziati interventi e slogans inneggianti allo sciopero generale, contro la guerra, per la riduzione dell’orario di lavoro, contro ogni forma di sfruttamento e per l’unità nella lotta, per una lotta internazionale.

 

Si è percorsa la periferia della città come via Padova, abitata da componenti proletarie e d’immigrazione. Si è poi svoltato per Viale Monza dove poi la manifestazione si è conclusa all’interno dello spazio del Trotter. Qui sono seguiti vari interventi: una compagna di Torino ha denunciato gli scontri del mattino a Torino dove la polizia ha caricato, diretta dal PD, le componenti anarchiche ed antagoniste che volevano partecipare al corteo. Ha colto anche l’occasione per invitare al corteo No Tav di sabato 6 maggio in Val di Susa.


Un compagno della Federazione Anarchica milanese ha evidenziato l’importanza delle origini del Primo Maggio che più di un secolo fa negli Stati Uniti si rivendicava la riduzione dell’orario di lavoro e ha sottolineato l’importanza di contrastare la guerra per un mondo senza frontiere. Anche il compagno dell’USI che è intervenuto ha rimarcato le origini del Primo Maggio ricordando l’assassinio di Stato di 5 anarchici condannati all’impiccagione, con false accuse, nel tentativo di stroncare quel movimento di lotta che già allora rivendicava la giornata di 8 ore di lavoro. E’ una ricorrenza che si celebra in tutto il mondo, ma prima di essere una festa è una giornata di rivendicazione e di lotta. Per questo l’USI ha proclamato nella giornata del Primo Maggio lo sciopero generale contro quelle aziende, in particolare nel settore del commercio, che costringono i dipendenti a lavorare.

E’ importante questa ritrovata unità del fronte del lavoro e del sociale antagonista e conflittuale che con successo si è realizzata in questo Primo Maggio presupposto indispensabile per opporsi ai venti di guerra che minacciano l’intera umanità. Si ribadisce l’importanza fondamentale dell’unità delle lotte tra lavoratori italiani e immigrati, la solidarietà verso i più deboli, l’unità per evitare quelle trappole dei padroni nel tentativo di fermare le lotte, come è avvenuto nei confronti del coordinatore del Si Cobas, al quale rinnoviamo la nostra solidarietà.

Con le lotte vogliamo sì migliorare le condizioni degli sfruttati, ma nel contempo il nostro obbiettivo è quello di eliminare ogni forma di sfruttamento dell’uomo sull’uomo, per realizzare l’autogestione. Sono seguiti diversi interventi di lavoratori della logistica che hanno portato la loro testimonianza delle loro importanti lotte. E’ intervenuto il rappresentante del SI Cobas che ha sottolineato la necessità dell’unione internazionale dei lavoratori per opporsi al militarismo e alle guerre condotte dagli imperialisti, Italia inclusa, e alla repressione contro i profughi e immigrati, per realizzare una società senza classi e senza guerre.

Enrico Moroni

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