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N° 132

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USI antimilitarista

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ALMANACCO DI "GUERRA DI CLASSE" 1912-2012

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27 OTTOBRE

Sciopero generale del sindacalismo di base. La lotta torna in piazza.

 

Dal telegranna di indizione dello sciopero del prossimo 27 ottobre:

Oggetto: proclamazione sciopero generale di tutti i settori pubblici e privati.

La Confederazione Unitaria di Base, CUB - il Sindacato Generale di Base, SGB - il Sindacato Intercategoriale COBAS, SI COBAS l’Unione Sindacale Italiana, USI-AIT, il Sindacato Lavoratori Autorganizzati Intercategoriale, SLAI Cobas

Proclamano lo sciopero generale di tutti i settori pubblici e privati per l’intera giornata del 27 ottobre 2017 compreso il primo turno montante per i turnisti.

Per i ferrovieri lo sciopero è dichiarato dalle 21 del 26 ottobre alle 21 del 27 ottobre 2017.

MOTIVAZIONI DELLO SCIOPERO:

• Abolire le disuguaglianze salariali, sociali, economiche, di genere e quelle nei confronti degli immigrati.

• Forti aumenti salariali, riduzione dell’orario di lavoro e investimenti pubblici per ambiente e territorio.

• Pensione a 60 anni o con 35 anni di contributi.

• Contro le privatizzazioni e le liberalizzazioni.

• Diritto universale alla salute, all’abitare, alla scuola e alla mobilità pubblica.

• Difesa del diritto di sciopero.

• Contro l’accordo truffa del 10 gennaio 2014 sulla rappresentanza.

• Contro ogni tipo di guerra e le spese militari.

Durante lo sciopero generale saranno garantiti i servizi minimi essenziali. Eventuali articolazioni di categoria e/o territoriali saranno comunicate a cura delle stesse. Si rammenta alle istituzioni in indirizzo, di garantire il rispetto dell’informazione all’utenza sullo sciopero come previsto dall’art. 2 comma 6 della Legge 146/90 e successive modificazioni.

Mentre scriviamo queste righe sono in atto le assemblee e tutti i passaggi più significativi per la riuscita dello sciopero. Manifestazioni si terranno a Milano, Firenze, Roma, Napoli e Treviso. Altre iniziative minori si svolgeranno altrove.

Se non sarà un vero sciopero generale, nel senso di una giornata di blocco della produzione (cosa che non riesce nemmeno ai sindacati concertativi) sarà comunque una prova di forza che dimostrerà la tenuta di uno zoccolo duro del mondo del lavoro (e del lavoro precario).

Ancora una volta la scadenza arriva con una forte divisione tra le sigle proclamatrici e altre (USB, Cobas e Unicobas) che sciopereranno il 10 novembre. Divisione poco comprensibile ai lavoratori ma che ha le sue logiche nelle scelte legalitarie di queste ultime sigle, che firmano accordi e contratti pur di mantenere l’agibilità sindacale, non a caso concessa solo dopo il loro atto di genuflessione.

E’ quindi una questione tutta politica e strategica a dividere il mondo del sindacalismo, nel quale chi ha scelto il 10 novembre sta perdendo progressivamente la propria connotazione “di base”.

Tali divisioni comportano anche seri problemi in quelle categorie dove si è fatto un grande sforzo per evitare rotture e frammentazioni, come tra i ferrovieri, che infatti saranno costretti a sostenere entrambi gli scioperi per evitare che il processo di rafforzamento dell’opposizone a fatica costruito, venga indebolito da scelte verticistiche.

 

L’associazione Ancora in Marcia organizza a Firenze il 25 novembre un’assemblea nazionale sul diritto di sciopero, a latere della quale le varie organizzazioni di base dei ferrovieri si riuniranno per discutere della fase e programmare le future azioni.

 

Da Sicilia Libertaria n. 376

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