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4 visitatori online| Fabriano in marcia “per il rilancio” Negozi chiusi, protestano in 5.000: nel corteo dei lavoratori anche il vescovo |
| Martedì 11 Novembre 2008 21:30 |
Venerdi 7 novembre 2008 ha avuto luogo, a Fabriano, lo sciopero generale di quattro ore proclamato per il solo comprensorio di Fabriano e comuni limitrofi, da Cgil, Cisl e Uil sulla crisi industriale che sta riguardando molte aziende, oltre alla A.Merloni di recente commissariata.Nel rispetto degli impegni assunti la sera del 5 nel corso della riunione all’Officina Rebelde di Jesi un “consistente” gruppo di lavoratori, di compagni, di rappresentanti di gruppi politici, collettivi, sindacalismo di base e singole individualità. All’inizio eravamo un po pochini (una ventina e questo rendeva molto leonini i bonzi sindacali e ironici gli sbirri (veramente tanti) ma poi dietro il furgone del COAF e lo striscione del Collettivo “Studenti e lavoratori” nel momento migliore eravamo sicuramente un centinaio di persone (e ci sono le foto, dove a dispetto di molti eravamo tutti a faccia scoperta. Chi le vuole le può chiedere). Il corteo comunque nel suo complesso è stato un po moscio e si è ravvivato solo alla fine, quando dal palazzo del comune è calato uno striscione e i compagni sotto e sopra hanno urlato a squarciagola “noi la crisi non la paghiamo”. Poi la solita guerra delle cifre. Questa volta la stampa ha enfatizzato, su suggerimento delle OO.SS. forse, la partecipazione di 4.000, 4.500, 5.000, forse più persone. I conti non tornano se si guardano le foto della piazza (e non ci si venga a dire che la gente s’era sparsa i giro a comprare la merenda) e soprattutto se si considera che il 18 settembre era stato indetto uno sciopero di otto ore comprendente anche i lavoratori delle ditte umbre, accredidato di una partecipazione di tremila persone. Forse la differenza era data dal massiccio numero di funzionari di partito presenti, di impiegati e bonzi sindacali, dell’arcivescovato e degli zipre, dei commercianti preoccupati della loro crisi, dei poliziotti (tanti e parecchi in borghese) dei rappresentanti dei partiti espressione del potere bancario e industriale autore primo attore della crisi, di quelle merde fasciste (sui quali relazioneremo dopo) e che orami ammorbano costantemente con la loro fetida presenza le iniziative ufficiali sindacali (vedi anche lo sciopero sindacale di Ancona) e studentesche (vedi Roma)? Ma il problema comunque non è il numero, il problema è politico. C’è aria di rassegnazione in giro, molti negozi avevano le saracinesche abbassate ma la cosidetta “gente” non mi è sembrato che fosse presente in piazza, o almeno sui marciapiedi, in modo corale e partecipato. Forse dietro i vetri delle finestre delle proprie case in attesa dell’inevitabile disgregamento dell’implodere della crisi nel settore e soprattutto tra gli invisibili\visibili dell’indotto. Non illudiamoci, non saranno certo le poche settimane di commesse arrivate, guarda caso proprio a ridosso di questo sciopero, a far rientrare la crisi. Abbiamo partecipato a questo sciopero convinti che solo la lotta paga, restando perplessi sulla sua limitazione al solo per il comprensorio fabrianese (escludendo incomprensibilmente l’Umbria) e, almeno riteniamo, per luna serie di difese “corporative” di singoli posti di lavoro (di una azienda piuttosto che un’altra …..), e solo per quattro ore turnate, in pratica una sola ora per turno alle cartiere Miliani. Boh…! Ai compagni del Collettivo e del C.O.A.F. l’impegno a rendersi propulsori di attività, anche minime, ma che partano dai bisogni reali (ad esempio la gratuità delle mense scolastiche e per i servizi come gli asili nido ….), che trasformino lotte pur viziate da effetti di retroguardia, in momenti di difesa immediata dei livelli di vita dei lavoratori. Il tutto in attesa dello sciopero nazionale dei metalmeccanici di dicembre che se avrà luogo a Fabriano dovrà avere una massiccia partecipazione da tutta le regione. Amaramente (per il pulpito da cui proviene) è condivisibile una parte delle parole di un certo Fabrianese (indovinate chi? La parola pulpito dovrebbe aiutarvi) quando afferma “… Se uno di noi perde il lavoro o non lo trova è come se fosse travolto e noi non possiamo stare fermi ed immobili …” |

Venerdi 7 novembre 2008 ha avuto luogo, a Fabriano, lo sciopero generale di quattro ore proclamato per il solo comprensorio di Fabriano e comuni limitrofi, da Cgil, Cisl e Uil sulla crisi industriale che sta riguardando molte aziende, oltre alla A.Merloni di recente commissariata.
