Scarica e leggi LOTTA di CLASSE in formato PDF

N° 132

ldc131

 


 

Solidarietà Autogestita

ldc131

 


 

 

logo

 

USI antimilitarista

Lavoratori "appaltati"

 

 

http://www.cnt.es/sites/all/themes/cenete/logo.png

http://www.fau.org/box_left/leftbox_030207181443/box_bild

Volumi Centenario USI

IL LIBRO LE FIGURE STORICHE DELL'UNIONE SINDACALE ITALIANA

libroUSI 1

ALMANACCO DI "GUERRA DI CLASSE" 1912-2012

cover Libro USI2clicca sulle immagini per ingrandirle

LEGGI QUI PER ALTRE INFO

Home Notizie Fascismo democratico
Fascismo democratico
Scritto da Administrator   
Martedì 19 Dicembre 2017 12:37

In merito ai nazisti e fascisti a Modena.

In merito al presidio antifascista del 15 dicembre.

Quando il nemico siamo noi e non i fascisti.

Questore e Sindaco legittimano i fascisti e i nazisti in città cambiando da corteo a presidio la loro manifestazione, con il gioco delle tre carte, il medaglia d’oro al valor militare della resistenza l’hanno messo sotto ai piedi.

 

Per venerdì 15 dicembre ho richiesto un presidio in Largo Garibaldi, una telefonata della questura mi invitava a richiedere Largo Porta Bologna dove comunque a loro dire, eravamo visibili, cosa che ho fatto. Mi viene autorizzato Largo Porta Bologna, con bandiere, striscioni, musica e volantinaggi.

Arrivo il 15 dicembre alle ore 20 in via Emilia e mi vengono chiesti i documenti per entrare nella piazza che a me era stata autorizzata.
Gli urlo che a nessuno vanno chiesti i documenti per partecipare ad un presidio antifascista.

Il presidio contava già 300 persone, mi dirigo sul lato della piazza verso Largo Garibaldi e trovo un enorme schieramento di polizia con scudi, caschi e manganelli già pronti in mano.

Urlando invito la polizia a spostarsi sul lato di Martiri della Libertà perché questi erano gli accordi sulla visibilità della nostra piazza e che loro non potevano stare così al ridosso del presidio e per di più sulla piazza a me autorizzata. Era una enorme provocazione, e chiara. La piazza era completamente blindata. Il presidio aumenta a 400 compagni e compagne. Cerco di fare entrare da Largo Garibaldi l’auto con l’amplificazione per fare una assemblea ed uscire dalla piazza in qualche modo perché la trappola fascista era evidente. La macchina non la fanno entrare, la tensione in piazza sale a dismisura, mi sposto su via Emilia-Canalgrande per cercare di fare entrare da quella parte la macchina con l’impianto, a quel punto i botti e le cariche della polizia. Torno verso Porta Bologna con l’autorizzazione in mano per capire cosa era successo e se il presidio era da considerarsi sciolto e ricevo due calci democratici in pancia. Il resto non lo conosco.

Proprio la sera, 48 anni dopo, dell’assassinio di Giuseppe Pinelli anarchico, militante USI ucciso dallo Stato per coprire la Strage di Piazza Fontana di Milano eseguita dai fascisti.

L’atteggiamento del questore è stato un atteggiamento che ha cercato lo scontro, dove non esiste la libertà ma la costrizione, l’accerchiamento, l’asfissia e poi le cariche.

La deriva fascista delle istituzioni è lenta ma continua.

La polizia ormai è al servizio del fascismo di Stato e del fascismo dei fascisti.

Il 16 gennaio 2016 ci viene vietato come USI un presidio in Piazza Matteotti in concomitanza con l’autorizzazione a Roberto Fiore di un comizio.

Il sindaco continua a negarci la restituzione del patrimonio storico distrutto dai fascisti nel 1923.

Il 21 ottobre l’USI Modena comunica un presidio davanti a Benetton in Via Emilia in solidarietà al popolo Mapuche ed il questore pretende che lo facciamo davanti a Nespresso, a 50 metri di distanza, i fogli di via del decreto Minniti stanno colpendo sempre più e anche i nostri militanti, i manifestanti No Tap a cui legano le braccia coi lacci e l’elenco sarebbe infinito.

Esprimo solidarietà a tutti quelli e a tutte quelle colpite dai manganelli e dalla repressione.

Ringrazio tutti e tutte le aderenti USI presenti e quanti e quante erano presenti al presidio.

Evitiamo, compagni e compagne di cadere nelle trappole in cui ci stanno attirando, continuiamo la lotta antifascista e continuiamo ad estenderla a tutta la società, non perdiamo di vista il nostro obiettivo.

Ultima cosa, nella serata del 15, siamo andati in questura a chiedere notizie dei due fermati, come al solito ci hanno preso per il culo, dicendoci che erano stati fermati 2 di Modena, infatti erano di fuori, siamo usciti ricordandogli di Giuseppe Pinelli, Federico Aldrovandi, Uva e tanti altri.

Bertoli Franco segretario nazionale USI-AIT

condividi
Ultimo aggiornamento Martedì 19 Dicembre 2017 12:43
 

Scarica l'app dell'AGENDA ROSSONERA 2017

http://www.agendarossonera.org/

copertina

USI: metodo e azione anarcosindacalista

Pagina Facebook


 

Pagina Lotta di Classe