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N° 132

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USI antimilitarista

Lavoratori "appaltati"

 

 

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Volumi Centenario USI

IL LIBRO LE FIGURE STORICHE DELL'UNIONE SINDACALE ITALIANA

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ALMANACCO DI "GUERRA DI CLASSE" 1912-2012

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Educazione
Sciopero generale 27 Ottobre

Comparto scuola, istruzione e ricerca

 



Sciopero generale 27/10/2017- Comparto Istruzione e Ricerca

 

Circolare MIUR avente per oggetto:

Sciopero generale per l’intera giornata del 27 ottobre 2017 di tutti i settori pubblici e privati compreso il primo turno montante per i turnisti (prot. n. 32029 del 16-10-2017)

 

 

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Trieste: Privatizzazione dei servizi educativi

Trieste: lavoratrici e lavoratori comunali in lotta

A Trieste, caso raro in Italia, le strutture educative comunali sono molte: oltre a diversi asili nido e scuole dell’infanzia (queste ultime soddisfano la quasi totalità della richiesta da parte delle famiglie), vi sono i ricreatori, che accolgono un’utenza fra i 6 e i 16 anni e fungono da dopo-scuola e spazi gioco. In tutte queste strutture operano circa 800 lavoratori, fra educatori e ausiliari, di cui più di 150 precari

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A quale età si diventa ... "maggiorenni"?
STUDENTI MAGGIORENNI ALL'ISTITUTO ALBERGHIERO PELLEGRINO ARTUSI DI FORLIMPOPOLI.
 
 
Il raggiungimento della maggiore età, dipinge il giovane come il futuro della società, gli viene consegnato un pezzo di carta (scheda elettorale) con la quale dovrebbe - nell'immaginario democratico borghese - cambiare le sorti di paesi/Stati. 
 
Anche al compimento del 18° anno, un altro documento permette di poter scorazzare lungo le strade di centri abitati e autostrade, con una responsabilità equiparata al rischio di causare serio pericolo a chi lo incrocia a bordo di veicoli o il qualità di pedoni.
 
Tempo addietro, la maggiore età rappresentava l'avviamento al servizio militare, significava imbracciare armi, si andava alla guerra. Oggi a 15 anni si può accedere alle scuole militari e dal 17° anno si può entrare all'Accademia Militare. Dal 18° si può divenire Volontario in Ferma Prefissata per un anno. Stiamo parlando di essere parte delle forze armate, di armi, di morte.
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E la chiamarono ... "alternananza"
Saranno gli studenti a pagare il prezzo più alto di questo attacco sistemico che punta alla formazione di futuri precari e sfruttati.

La tanto acclamata alternanza scuola – lavoro non farà altro che trasformare i giovani in manodopera gratutita riducendo ulteriormente il costo del lavoro per le aziende e la possibilità di trovarne uno per chi lo cerca.
Si verrà a creare una competizione tra i padri disoccupati e i figli sfruttati.

Non basta rifiutare questa logica di istruzione assoggettata al mercato, bisogna riprendere la lotta nelle scuole, bisogna contrastare tutte quelle politiche che puntano a strutturare la precarizzazione come unico modello di lavoro.

Ripartiamo da oggi... (Emilia Piccolo)
 
8M a Reggio Emilia

SE TOCCANO UNA TOCCANO TUTTE

Per l'8 marzo l'Unione Sindacale Italiana, rispondendo all'appello del movimento “Non Una di Meno”, ha indetto lo sciopero generale. L'8 marzo è sempre stata una giornata di lotta che trova le sue radici negli scioperi di inizio Novecento quando le donne lottavano per la propria emancipazione, come lavoratrici e come donne.
Dopo un lungo percorso le lotte in tutto il '900 hanno portato al definitivo riconoscimento formale dei diritti femminili anche nei contesti più arretrati del mondo occidentale, ma ancora e' lunga la strada da percorrere: basti vedere il gap salariale tra salario maschile e femminile, alla difficoltà ad accedere alla maternità, alle violenze e molestie sul posto di lavoro taciute per evitare di perdere il lavoro, alla difficoltà ad accedere all'IVG, ai continui tagli che hanno colpito consultori e centri anti violenza, alla violenza di genere, giustificata dalla cultura patriarcale in cui viviamo. Inoltre alle donne è delegato il lavoro della cura della prole a quella dell'ambiente domestico, non retribuito ma fondamentale, lavoro che se rifiutato fa incorrere in un forte stigma sociale.

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