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N° 132

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Home USI Educazione #LottoMarzo: sciopera (anche) la scuola!
#LottoMarzo: sciopera (anche) la scuola!

L’otto marzo USI-AIT Educazione aderisce e partecipa allo sciopero generale indetto dall’USI AIT.

 

E’ bene chiarire preliminarmente che consideriamo lo sciopero generale uno strumento talmente importante da non meritare il “declassamento” a mera “copertura” di una lodevolissima iniziativa internazionale – quale quella proposta dal movimento NON UNA DI MENO – contro la violenza sulle donne.

Quello dell’otto marzo, dunque, per tutta l’USI-AIT è uno sciopero vero!

I motivi per i quali – come USI Educazione – intendiamo sottolineare l’importanza di questa giornata di lotta rivestono senza dubbio, anche il mondo dell’educazione che fin troppo spesso, per motivi legati a retaggi culturali, a cui oggi si aggiungono anche considerazioni di natura economica, vede una netta prevalenza delle lavoratrici femminili.

Malgrado questo governo e, ancora di più il precedente, abbiano sferrato un pesante attacco al settore scuola i media mainstream continuano a sbandierare come positivi i pessimi risultati raggiunti. Noi rimaniamo legati alla nostra idea: la “buona scuola” di Renzi e Giannini poggia le sue basi su considerazioni di natura prettamente economica e quello che è il suo scopo ci è fin troppo chiaro: creare una diffusa mediocrità nelle scuole italiane con docenti demotivati e bistrattati e altrettanti studenti indirizzati alla mera ubbidienza pronti a ingrossare le fila dei lavoratori sottopagati e sfruttati che, oggi, tanto sono richiesti in Italia. La scuola della schiavitù e della negazione della libertà, ecco cosa si vuole!

 

Usi-Ait Educazione intende ancora una volta, fare chiarezza dicendo No a:

1. la riforma del sostegno che ha come esatto scopo la riduzione delle ore di sostegno con conseguente negazione al necessario supporto per i diversamente abili che così verranno semplicemente parcheggiati in una classe e lasciati allo sbando, con significativa riduzione delle cattedre di sostegno aprendo, ci chiediamo, alla possibilità di licenziamento?
2. ai vincoli per mantenere gli esiliati dell’immissione straordinaria lontani da casa ancora per tantissimi anni negando loro addirittura la possibilità di assegnazioni;
3. alla riforma relativa alla formazione dei nuovi docenti: questi saranno sottoposti a numerosi esami e concorsi e per di più dovranno lavorare per anni, nelle scuole e questo sarà inteso come periodo di formazione non retribuito regolarmente ma con i voucher. Questo è uno dei passaggi più pericolosi delle ultime riforme poiché indica con chiarezza la strada che si vuole intraprendere.
4. al piano di formazione-lavoro per il quale migliaia di studenti delle scuole superiori dovranno prestare lavoro gratuito nelle aziende quali Mc Donalds o Eataly. Riteniamo che non siano le aziende i luoghi adatti a favorire la crescita dell’individuo ma l’intento recondito della cosiddetta “buona scuola” sia quello di piegare fin dalla giovane età, le menti degli studenti alla logica del mercato. Pertanto noi che siamo convinti assertori della necessità di una scuola intesa come luogo di crescita globale e non di mero addestramento al lavoro siamo oltremodo contrari all’obbligatorietà della formazione nelle scuole che fra l’altro apre ancora di più al privato le porte delle istituzioni scolastiche;
5 ai bonus docente che sono strumento di ricatto per i docenti e che somiglia più che altro ad una carota data all’asino;
6. alla figura del dirigente plenipotenziario (manager, datore di lavoro, responsabile delle relazioni sindacali).

Riteniamo piuttosto necessario favorire un reale miglioramento delle condizioni lavorative e di studio in modo da rendere la scuola un luogo di reale inclusione, realmente attenta alle diversità, che non fomenti la competizione e che invece favorisca il dialogo e la crescita individuale che non va sacrificata ad alcun interesse economico ed aziendale.

Per tutti questi motivi siamo in mobilitazione e sciopereremo in, oltre, 22 Paesi: dalla Spagna alla Polonia. Dall’Argentina agli USA.

Per un otto marzo contro la violenza sulle donne nella coerenza di una pratica anarcosindacalista ed internazionalista.


USI-AIT Educazione

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