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NO AI CENTRI DI IDENTIFICAZIONE E DI ESPULSIONE NO AI NUOVI LAGER
Sabato 10 luglio alle ore 11,  presso la Fortezza Vecchia, si svolge l'assemblea regionale dei migranti, nell'ambito del Meeting Internazionale Antirazzista che annualmente si tiene a Cecina .
All'assemblea sarà presente il Presidente della regione Toscana Enrico Rossi ed il sindaco di Livorno Alessandro Cosimi, oltre ad altre personalità istituzionali e delle associazioni.
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I LADRI DI MORTI Per riabilitare i fascisti si appropriano dei morti partigiani!

Che il 10 febbraio, il c.d. Giorno del Ricordo, fosse il giorno della riabilitazione ufficiale dei fascisti e del fascismo è ormai una cosa assodata. E' il giorno dell'orgoglio fascista, in cui fascisti vecchi e nuovi, dichiarati e coperti celebrano i loro morti e se stessi, con le massime cariche dello stato che distribuiscono riconoscimenti ufficiali alla memoria di squadristi, militi fascisti delle formazioni collaborazioniste, criminali di guerra (chi siano coloro a cui vengono attribuiti i riconoscimenti è ben documentato nel volume “Foibe. Revisionismo di Stato e amnesie della Repubblica”).

Tuttavia la reazione sempre più organizzata e diffusa alle menzogne propalate in tale occasione ha messo in difficoltà i gestori di questa operazione di stravolgimento della storia, di criminalizzazione dell'antifascismo e creazione di un senso comune reazionario. Le reazioni sempre più scomposte a qualsiasi contestazione della presunta “verità di stato”  ne sono la testimonianza più chiara. Alcuni problemi – e anche grossi – se li sono però creati da soli. Il numero dei riconoscimenti concessi (al massimo alcune centinaia) alla memoria dei c.d. “infoibati” non corrispondono infatti nemmeno lontanamente alle decine o addirittura centinaia di migliaia di “vittime innocenti della barbarie slavo-comunista” di cui i propagandisti della “memoria condivisa” continuano a blaterare. A ciò va aggiunto che il numero di domande presentate diminuisce di anno in anno. Allora hanno pensato che forse potevano farlo crescere con l'aiuto degli italiani emigrati all'estero e quest'anno tutte le rappresentanze diplomatiche italiane nei mesi precedenti il 10 febbraio hanno diffuso un appello alla presentazione delle richieste del riconoscimento, in cui si spiegava che il numero delle domande pervenute era “molto al di sotto delle potenzialità”!

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LA GELMINI E IL NUOVO ANNO SCOLASTICO
Esordisco con un promemoria per aiutare gli smemorati. Ricordo che con un semplice articolo, inserito all’ultimo istante, l’art. 4 del decreto legge n. 137/2008 dal titolo “Disposizioni urgenti in materia di istruzione e università“, meglio noto come Decreto Gelmini, il governo ha reintrodotto la figura del “maestro unico”, azzerando trent’anni di organizzazione e buon funzionamento della
scuola elementare. Un’istituzione che, in base alle statistiche internazionali, ha sempre dimostrato di funzionare molto bene, collocandosi ai vertici delle graduatorie mondiali.
Il Decreto è, a tutti gli effetti, una legge dello Stato, essendo stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 1° settembre 2008. Con l’inizio, ormai imminente, del nuovo anno scolastico, si annuncia una vera “rivoluzione” nell’assetto organizzativo e didattico della scuola primaria, una “riforma” imposta con una decisione unilaterale, senza alcun confronto con i sindacati e le varie componenti del mondo della scuola, senza consultare nemmeno il Consiglio nazionale della Pubblica Istruzione, senza alcuna riflessione di natura teorica, giuridica e tantomeno pedagogica.
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DALLA FESTA NAZIONALE DELL’USI SU PRECARIATO E CONTRATTAZIONE
Scritto da Administrator   
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Si è svolta a Riotorto, presso Piombino (LI), nei giorni 4, 5 e 6 settembre, la terza festa nazionale dell’USI.  L’iniziativa, alla quale hanno partecipato circa trecento persone, è stata occasione di confronto tra compagni convenuti da diverse parti d’Italia. Due i dibattiti più significativi: quello di sabato pomeriggio sul “precariato” nel mondo del lavoro e quello di domenica mattina su “contrattazione, crisi economica e legge antisciopero”.

Il primo è stato introdotto da Sergio Onesti (USI Milano) che, dopo essersi soffermato sul vero significato del termine precario (“implorante”), ha fatto un’accurata analisi di tale condizione. Emilia Arisi (USI Parma) e Angelo Mulè (USI Milano) hanno invece relazionato rispettivamente sulle lotte sociali portate avanti dall’Unione Sindacale a Parma e sulle vertenze che hanno avuto per protagonisti i lavoratori dell’USI Sanità. Nel corso della successiva discussione è emerso come, nell’attuale contesto, sia importante, per ottenere risultati significativi in termini di riduzione del precariato, riuscire a coinvolgere nelle mobilitazioni anche i lavoratori con contratto a tempo indeterminato. Onesti si è dimostrato scettico rispetto a questa possibilità, più ottimisti Emilia Arisi e Angelo Mulè.

Al dibattito su “contrattazione, crisi economica e legge antisciopero”, incentratosi soprattutto sulla contrattazione collettiva nazionale, hanno partecipato Angelo Mulè, che si è detto convinto che il governo italiano cercherà di reintrodurre le “gabbie salariali”, ossia retribuzioni differenziate per le diverse aree del paese, e Guido Barroero, che ha espresso i propri dubbi in merito. Secondo Barroero si tratta, sostanzialmente, di una proposta lanciata dalla Lega Nord per far parlare di sè. D’altro canto, a suo parere, non ha neppure molto senso, per un’organizzazione come l’USI, difendere la contrattazione collettiva nazionale. Claudio Strambi (USI Pisa) ha relazionato prevalentemente sulla legge Brunetta relativa al pubblico impiego e sui problemi che essa pone anche a livello della contrattazione decentrata; Cesare Copeta (USI Brescia), infine, ha evidenziato come oggi la contrattazione collettiva nazionale sia del tutto subordinata a scelte che vengono fatte, come minimo, a livello europeo.

Nel corso della discussione che è seguita, passando alla formulazione di proposte per fronteggiare l’aumento della disoccupazione previsto per i prossimi mesi, Angelo Mulè  si è detto convinto dell’ipotesi di provare a costruire (con tutte le forze sindacali, politiche, sociali e culturali che si riusciranno a coinvolgere), uno sciopero generale nazionale che si ponga l’obiettivo di diminuire le differenze salariali (nessun lavoratore deve poter guadagnare più del doppio del meno pagato) e di creare, con i denari risparmiati, posti di lavoro dedicati a lavori socialmente utili.

 
Sindacalismo rivoluzionario
«La classe lavoratrice e quella capitalista non hanno nulla in comune. Non vi può essere pace finché la fame e il bisogno esistano per milioni di lavoratori ed i pochi, che costituiscono la classe padronale, posseggano tutte le cose buone della vita.
Tra queste due classi la lotta deve proseguire fino a che tutti i lavoratori si uniscano in campo politico, così come in quello industriale, e prendano e si tengano tutto quello che producono col loro lavoro, per mezzo di una organizzazione economica della classe operaia senza affiliazione con alcun partito politico.
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