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N° 132

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USI antimilitarista

Lavoratori "appaltati"

 

 

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Volumi Centenario USI

IL LIBRO LE FIGURE STORICHE DELL'UNIONE SINDACALE ITALIANA

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ALMANACCO DI "GUERRA DI CLASSE" 1912-2012

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NO ALLE AGENZIE INTERINALI.

Negli ultimi anni assistiamo da parte del governo e delle regioni ad un drastico taglio alla sanità pubblica fatto dall’abolizione degli ospedali piccoli, tagli dastrici dei posti letto, turn over bloccato da anni ed negli enti essenziali mancano circa 60.000-70.000 tra infermieri e oss. Negli ultimi anni assistiamo una forte presenza di lavoratori delle agenzie interinali a colmare il personale mancante degli enti del SSN o SSR.

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Se toccano uno toccano tutti!

SOLIDARISSIMI!!!

 

Massima solidarietà ai facchini del SDA, azienda semipubblica che svolge lavoro di spedizione per le Poste Italiane, in sciopero da una settimana in difesa dei propri diritti.

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23 settembre 2017

Pubblichiamo la mozione finale approvata nel corso dell’Assemblea nazionale – indetta dalle OOSS promotrici dello sciopero generale del 27 ottobre p.v. – svoltasi a Milano il 23 settembre scorso.


L’assemblea approva e condivide l’obiettivo di costruire una nuova stagione di lotta e mobilitazione che coinvolga tutti i lavoratori, le lavoratrici, i ceti più poveri della popolazione, quanti sono impegnati nel conflitto sociale, per esprimere tutto il proprio dissenso verso le politiche borghesi e per cambiare con la lotta questo sistema.

 

Le organizzazioni che hanno promosso l’assemblea e i partecipanti decidono di impegnarsi per far diventare lo sciopero del 27 Ottobre l’occasione per unificare le lotte in corso e avviare un ciclo di lotte adeguato a contrastare le disuguaglianze prodotte dal sistema capitalistico e rilanciare i conflitti in un percorso di costruzione di lotta di classe.

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Trenta più trenta uguale 60!

30 ore settimanali, 30 anni di contributi: 60 anni come limite dell'età pensionabile.

E’ questa la, storica, rivendicazione che USI-AIT promuove da diversi anni e che ripropone, con forza, anche in occasione dello sciopero generale del 27 ottobre prossimo.


Agli scettici, a coloro nei quali tale obiettivo suscita ilarità o scherno ricordiamo che, analogo atteggiamento, fu utilizzato (dai padroni e dagli Stati) in occasione delle “tre otto” (otto ore di lavoro, otto di svago e otto di riposo) lanciato alla metà dell’ottocento da milioni di lavoratori in tutto il mondo e culminato (nel 1886) nell’eccidio di Hymarket Square a Chicago e alla, conseguente, condanna a morte di 8 lavoratori anarchici.

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Assemblea 23 settembre

RELAZIONE INTRODUTTIVA

Le motivazioni dello sciopero generale dei 27 ottobre sono state ulteriormente chiarite e rafforzate da quanto avvenuto dopo la sua dichiarazione.

Il contesto che si è delineato evidenzia con più chiarezza un preciso progetto autoritario di normalizzazione dei rapporti sociali nel paese che va respinto con determinazione

Le linee operative del progetto governativo riguardano:

La limitazione del diritto di sciopero

Dopo il riuscitissimo sciopero del 16 promosso da alcune organizzazioni sindacali di base è ripartito l’attacco al diritto di sciopero.

La crisi economica, viene affrontata dalla borghesia accentuando l’attacco alle condizioni di vita dei lavoratori (lavoro flessibile, disoccupazione, precarietà, ecc.) contemporaneamente con un’escalation dell’azione repressiva e reazionaria. Laddove lo Stato ha poco da offrire in termini di “stato sociale“, la dura legge del capitalismo, fatta di licenziamenti, salari da fame e sfruttamento, può essere accettata e introiettata soprattutto attraverso il manganello, la criminalizzazione del dissenso e l’attacco al diritto di sciopero.

 

Si punta perciò a stringere le maglie dell’esercizio dello sciopero per ridurre la possibilità che col conflitto i lavoratori e i ceti popolari possano costruire dei rapporti di forza per modificare in meglio la propria condizione lavorativa ed economica.

Il diritto allo sciopero è stato da tempo limitato e impedito con norme (legge 146/90 poi racchiusa nel testo unico n. 83/2000) e sentenze; ora verrebbe definitivamente sottratto ai singoli lavoratori e attribuito ad alcune organizzazioni sindacali integrate allo Stato a cui affidare il monopolio sindacale.
Cercheranno di impedire, tramite legge, l’esercizio del diritto di sciopero ad organizzazioni sindacali che sono in opposizione alle politiche padronali e dei Governo.

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Colpo di stato "morbido" in Catalogna?

Comunicato in inglese, spagnolo, catalano ed italiano.


Dear comrades:

below is a statement approved by all unions in the "regional", in this case, Catalonia and the Balearic Islands. Please translate to your local language and distribute and post widely.

If you'd rather work on the Spanish/Catalan version, it can be found here https://cntlhospitalet.wordpress.com/

As I said in my earlier report, the comrades are working hard to distance themselves from the nationalist agenda and introduce a class perspective to the issue, but this is difficult, amid an understandable surge in nationalist sentiment in the people. Meanwhile, repression is growing larger, and the militarisation of Catalonia is starting to look more and more like a "soft" coup

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