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N° 132

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USI antimilitarista

Lavoratori "appaltati"

 

 

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Volumi Centenario USI

IL LIBRO LE FIGURE STORICHE DELL'UNIONE SINDACALE ITALIANA

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ALMANACCO DI "GUERRA DI CLASSE" 1912-2012

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LA CNT SPAGNOLA CONDANNA LA BRUTALE REPRESSIONE A MADRID
[La Confederazione Nazionale del Lavoro condanna lo sgombero del presidio/accampamento spontaneo di protesta dalla Puerta del Sol  [Madrid] realizzato nella notte di ieri dalla polizia. In egual modo condanna la brutalità dispiegata contro le mobilitazioni del fine settimana ed esprime solidarietà ai detenuti (ndr)]
Se nel comunicato contro l’intervento militare in Libia, pubblicato in marzo, la CNT chiamava a seguire l’esempio delle classi popolari del mondo arabo, che stavano dimostrando  la possibilità di affrontare regimi e realtà che si credevano inamovibili, ora vediamo  che qualcosa comincia a muoversi nella società di questo paese. Le mobilitazioni dello scorso fine settimana, nonostante le contraddizioni che si possono vedere, sono un esempio di questo.
Allo stesso modo, il comportamento della polizia dimostra che a questo lato del Mediterraneo, che si pretende democratico, la risposta dello Stato è in fondo molto simile a quella di certi regimi autoritari: è la violenza contro coloro che pacificamente esprimono la loro nausea verso un sistema egoista, un capitalismo e un sistema bancario disumani, una classe politica corrotta capace di vedere solo il proprio ombelico. Una repressione che pretende, inoltre , di screditare le mobilitazioni con l’unico scopo di criminalizzarle. Si crea così il paradosso che quelle stesse mobilitazioni che in altri paesi erano state considerate come passi in avanti verso la libertà  qui vengono infamate come comportamenti”radicali e antisociali”.
Per questo, come  Confederación Nacional del Trabajo, condanniamo la brutalità poliziesca contro i manifestanti, lo sgombero del presidio /accampamento della  Puerta del Sol, solidarizzando con i detenuti dei quali esigiamo l’immediata liberazione.
Infine invitiamo a manifestare pubblicamente per denunciare questo sistema irrazionale e trasformarlo radicalmente, sì, ALLA RADICE… a partire dalla solidarietà, dal mutuo appoggio, dall’azione diretta e dall’autogestione.
17 maggio 2011
Secretariado Permanente del Comité Confederal de CNT
 
Sindacato USI Arti e Mestieri - AIT Congresso Nazionale 7-8 maggio 2011 – Genova
Nei locali della sezione USI di Genova si è tenuto, con buona partecipazione di compagni provenienti da diverse parti d’Italia, il Congresso Nazionale di USI Arti & Mestieri.
Dopo i saluti del segretario nazionale USI Guido Barroero, il segretario uscente, Gino Ancona, ha tenuto un’ampia e articolata relazione sull’attività svolta dopo l’Assemblea nazionale tenutasi a Carrara nel dicembre dello scorso anno e sulle prospettive di crescita e di sviluppo del Sindacato Arti & Mestieri.
Ne è seguito un intenso e serrato dibattito che, partendo dalle situazioni e dai progetti locali e toccando i vari punti all’ordine del giorno, ha delineato un percorso di lavoro che impegnerà il Sindacato nel prossimo futuro.
Si sono anche discussi e definiti i rapporti con l’USI e quelli con altre organizzazioni, a livello nazionale e internazionale che, nel rispetto reciproco e delle autonomie, devono essere improntati alla costruzione di un comune Progetto Complessivo Sociale, base concreta, per una alternativa al capitalismo.
Si è approvato, all’unanimità, il nuovo Statuto, emendato per consentire anche a lavoratori dipendenti e soggetti a contrattazione di aderirvi e così incominciare a dare risposte e proposte concrete, in senso autogestionario e mutualistico, al precariato e alla disoccupazione con particolare attenzione alle situazioni di smantellamento e chiusura di aziende.
Sono stati infine nominati, sempre all’unanimità, i seguenti compagni alla responsabilità delle cariche nazionali:
Segretario Generale: Gino Ancona
Responsabile Cassa nazionale: Roberto Dammicco
Commissione Esecutiva: I Segretari delle varie sezioni locali

Genova, 8/5/2011

 
COMITATO VERITA’ E GIUSTIZIA PER FRANCESCO MASTROGIOVANNI
PROCESSO MASTROGIOVANNI

Comunicato–Stampa  del 3/5/2011

Dall’annotazione di servizio dei CC risulta che alle ore 8,30 del 31 luglio 2009  è richiesto il loro intervento perché il sindaco di Polllica ha  ordinato il T.S.O. nell’interesse di Francesco Mastrogiovanni, ma sempre dallo stesso documento risulta che i due medici prescritti dalla legge  vigente intervengono dopo le ore 8,30 del 31 luglio 2009.
Errore di verbalizzazione o altro?

Vallo della Lucania - Si è tenuta regolarmente la terza udienza del Processo che vede imputati diciotto tra medici e infermieri dell’ospedale di Vallo della Lucania (Sa) che nell’estate 2009 causarono la morte del maestro elementare Francesco Mastrogiovanni di Castelnuovo Cilento (Sa).
Dei  Comandanti delle Forze dell’ordine che, durante la mattinata del 31 luglio 2009, parteciparono all’esecuzione dell’Ordinanza di Trattamento Sanitario Obbligatorio (T.S.O.) emanata dal sindaco di Pollica, Angelo Vassallo, si è presentato all’udienza di oggi solo il comandante della stazione dei Carabinieri di Pollica, il maresciallo Maffia. Il comandante della Polizia urbana di Pollica, Graziano Lamanna, ha preferito assentarsi ed è stato nuovamente convocato per la prossima udienza.

Il maresciallo dei CC ha confermato il contenuto della relazione di servizio redatta alle ore 15 del 31 luglio 2009, precisando che il documento acquisito agli atti del processo è stato redatto dai CC della stazione di Pollica che, come risulta dalla stessa relazione, sono intervenuti alle ore 8,30 del 31 luglio 2009 a seguito della richiesta di ausilio da parte del comandante della Polizia Urbana di Pollica, mentre il maresciallo Maffia giunge sul posto ove Francesco Mastrogiovanni viene sedato, intorno alle ore 12.
Nel rapporto si legge che alle “ore 8,30 odierne” il Sottotenente Graziano Lamanna della Polizia Locale del Comune di Pollica ha chiesto l’intervento dei carabinieri della stazione di Pollica  “…poiché il Sindaco di Pollica con ordinanza n. 53 del 31.7.2009 recante protocollo 6917 aveva ordinato il Trattamento Sanitario Obbligatorio in stato di degenza ospedaliera nell’interesse del sig. Mastrogiovanni Francesco….”
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L'uso illegittimo della sigla AIT-IWA

Agli inizi del 1995 una componente della USI (con centro operativo nell'USI Roma) tentò di portare l'USI all'interno di un contenitore organizzativo (ARCA-USAE, collegata con un coordinamento di sindacati europei) insieme ad altri sindacati italiani, sia alternativi che corporativi (l'ARCA durò alcuni anni e poi naufragò per lotte di potere interne). La maggioranza dell'USI si oppose a quest'operazione che significava la fine dell'identità dell'USI e della sua collocazione nell'AIT. Fu a questo punto che la componente che faceva riferimento all'USI Roma inizio un processo interno che portò a un congresso scissionista a Roma nell'aprile 1996.

La componente legittima dell'USI celebrò il suo congresso a Prato Carnico (maggio 1996).
L'AIT deliberò sulla situazione italiana nel suo XX Congresso (Madrid, dicembre 1996), constando le pratiche autoritarie degli scissionisti decise di espellerli dall'AIT e di riconoscere come unica USI sezione dell'Internazionale quella che aveva celebrato il suo congresso a Prato Carnico.

Nonostante questa decisione la componente scissionista ha continuato ad usurpare ed utilizzare sia la sigla USI che la sigla AIT creando forti problemi alla legittima USI-AIT nello svolgimento dell'azione sindacale (indizione di scioperi, vertenze, ecc.). Gli scissionisti oltre ad utilizzare arbitrariamente la nostra sigla e quella dell'Internazionale hanno continuato ad operare con un sindacalismo verticistico, clientelare, corporativo ed autoritario (appoggiando politicamente il partito romano di Rifondazione Comunista) che niente ha a che vedere con i principi dell'anarcosindacalismo e dell'AIT.

 
I “SOLI DELLA SILA” SULLA PADANIA degli affari
Non brilla il Sole delle alpi sui dettagli rivelati in abbondanza dagli inquirenti intorno alla figura del “direttore sanitario” della “nordissima” ASL di Pavia, Carlo Antonio Chiriaco, nato a Reggio, classe 1950. Emergono invece una quantità di particolari a dir poco agghiaccianti, particolari raccolti nel corso una lunga inchiesta di due Direzioni Distrettuali Antimafia e del PG aggiunto Ilda Bocassini sull’organizzazione criminale calabrese trapiantata nel settentrione italiano. Una specie di piovra con la testa pensante immersa nel sud d’Italia ma con i tentacoli rivolti sempre più in un nord che continua a crogiolarsi nel mito della sua presunta impermeabilità ai fenomeni mafiosi. Un’inchiesta che alcuni vorrebbero far risalire addirittura agli inizi del 2007 fatta di copiosi appostamenti e abbondanti registrazioni che si sviluppa sul terreno più congeniale per gli appetiti mafiosi: le ricche disponibilità di spesa dello Stato. L’ASL della Pavia di Chiriaco in effetti raggruppa e controlla innumerevoli istituti nonché varie attività per un giro d’affari di assoluto rilievo nazionale poiché gestisce 530.000 potenziali pazienti, 160.000 ricoveri, 4.5 milioni di prestazioni farmaceutiche, 10 milioni di prestazioni ambulatoriali e diagnostiche per un budget annuale nel 2008 pari a 780 Milioni di Euro. Quattro sono pertanto gli istituti di  ricerca (IRCCS) tra cui la Fondazione Maugeri e il Policlinico S. Matteo, 8 sono gli ospedali, 6 gli Istituti di Cura e numerosi gli ambulatori e le istituzioni sottoposti all’influenza tecnico-politica del Direttore Sanitario Chiriaco incarcerato nell’ambito dell’inchiesta denominata “infinito”.
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Ciao Marco
Un ricordo di Marco Noferi, militante sindacale dell’Unione e fondatore di USI-Sanità Toscana, scomparso tragicamente in un incidente stradale il 27 agosto
Carissimi compagni,
Parlare di Marco in questo contesto per me è un compito molto difficile. Marco per noi non era solo un compagno, ma era soprattutto un amico. Un compagno di viaggio con il quale abbiamo condiviso lotte, incazzature, speranze e ideali. Questa tragedia ci ha colpito tutti lasciando un segno indelebile dentro di noi. Vogliamo ricordare Marco per quello che era nella quotidianità e per la sua lealtà verso l'organizzazione che in prima persona aveva contribuito a costruire. La mia collaborazione sindacale con Marco risale ai tempi della nostra militanza in RdB. Tra la fine degli anni ’90 e il duemila eravamo la struttura sindacale di riferimento per il settore cooperative dell’RdB . In quel periodo più di una volta egli ci dette un prezioso aiuto in merito agli appalti nella sanità Aretina ed in merito alle Cooperative Nella provincia di Arezzo. possiamo dire che era il nostro punto di riferimento sulla sua provincia. Tuttavia tengo a precisare che parlare soltanto di collaborazione sindacale è alquanto limitativo, ma soprattutto riduttivo nei rapporti. Marco Al di la della militanza nella medesima organizzazione era un compagno Anarchico. L'RdB per noi era in quel momento uno strumento con il quale lottare e coinvolgere i lavoratori. Tutto ciò fino al momento in cui non è stato più possibile convivere con un sindacato ormai diventato difinitivamente diverso da ciò che noi eravamo.  L’RdB ormai ci stava stretta. I nostri modi di pensare e di fare sindacato si scontravano sempre più con gli apparati e con il modello autoritario con il quale eravamo costretti a rapportarci. Fu in occasione dello sciopero del 9 novembre del 2007 Che Con Claudio e Marco partorimmo l’idea di costruire seriamente un coordinamento autogestito transitorio che ci avrebbe portato alla costituzione in Toscana dell’USI sanità. L’idea di costituire l’USI nella sanità Toscana per noi fu un progetto ambizioso ma al tempo stesso ormai indispensabile. Significava realizzare e dar vita ad un qualcosa che finalmente  avrebbe rappresentato le nostre idee. Tutto ciò che non potemmo concretizzare in anni di lavoro sindacale in Rdb. La tragica scomparsa di Marco è stata un duro colpo per tutta la struttura sindacale  e per tutti i compagni che lo conoscevano ed in suo rispetto per noi sarà uno stimolo a lavorare anche per ciò in cui credeva
Un abbraccio
Corrado
 
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